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I 5 principali rimpianti legati al lavoro
Pubblicato il 24/11/2016, da Redazione Ufficio.com
I 5 principali rimpianti legati al lavoro
Molte ricerche hanno analizzato il benessere personale legato al lavoro. Dai dati raccolti emerge che esistono 5 principali rimpianti in ambito lavorativo.

Vediamo di quali si tratta:

1. Avrei dovuto licenziarmi e inseguire le mie passioni



Circa 1/3 dei lavoratori non si dichiara soddisfatto del proprio lavoro. Tuttavia, non tutti hanno il coraggio di licenziarsi. Tra coloro che lo hanno fatto per inseguire le proprie passioni, quasi tutti rimpiangono di non averlo fatto molto prima! La maggior parte delle persone resta legata al proprio posto di lavoro perchè esso garantisce una certa sicurezza economica. Inoltre, i lavoratori dipendenti sperano continuamente in un aumento di stipendio e nella possibilità di fare carriera come ricompensa dei duri sacrifici fatti. Questa speranza, unita alla paura dovuta all’incertezza di non trovare ciò che desiderano, portano le persone a rinviare la ricerca di un nuovo lavoro più gratificante e corrispondente alle proprie passioni.

2. Avrei dovuto studiare di più a scuola



La maggior parte delle persone che ritiene importante possedere una buona istruzione (…) riporta che avrebbe voluto apprezzarla maggiormente quando era studente. Spesso le persone affermano di essere state troppo frettolose nel concludere il loro percorso accademico, non accorgendosi della ricchezza di quell’esperienza formativa. Altri raccontano di aver frequentato blandamente i corsi e di non aver seguito altre interessanti lezioni che nell’attualità lavorativa sarebbero potute essere molto utili. Una buona fetta di lavoratori, invece, rimpiange di non aver sfruttato al massimo le competenze apprese nel percorso di studi nella scelta lavorativa, accontentandosi del primo impiego trovato.

3. Vorrei essermi concentrato meno sui soldi



Molte delle persone che si sono concentrate unicamente sulla carriera e sul guadagno economico ad essa correlato riportano di essersi pentiti di questa scelta. I soldi non sono sinonimo di motivazione: capita frequentemente che le persone si sovraccarichino di lavoro consumando una grande quantità di energie sia fisiche che cognitive fino ad arrivare ad un vero esaurimento di risorse (fenomeno del burn-out). Esistono numerosi lavori che offrono la possibilità di guadagnare bene senza rinunciare ai propri spazi e al tempo libero. Certo, guadagnare “bene” può non essere sufficiente per uno stile di vita molto pretenzioso con macchine di lusso e vacanze in resort 5 stelle.

4. Avrei dovuto seguire il mio istinto



Guardandosi indietro spesso si rimpiange amaramente il non aver colto opportunità che in seguito si sono rivelate molto vantaggiose circa la possibilità di compiere un grosso balzo in avanti nella carriera. Alcune sembravano troppo rischiose, altre troppo faticose, per altre il raggiungimento dell’obiettivo finale era molto in là nel tempo. Quasi sempre il proprio istinto suggeriva di prendere quella strada, ma ci si è lasciati frenare da paure circa un possibile fallimento, da dubbi rispetto le proprie capacità, da amici che hanno soffocato l’entusiasmo. Quindi: è sempre meglio seguire il proprio istinto, almeno non avremo rimpianti!

5. Avrei dovuto mettermi in proprio



Molti lavoratori dipendenti desidererebbero avere maggiore controllo sulla propria vita professionale e si sentono particolarmente frustrati nel non poter prendere decisioni autonomamente ma dover sempre fare riferimento ai superiori. La maggior parte di loro, ha pensato spesso di mettersi in proprio. Tuttavia, solo il 15% pensa di avere le carte in regola per iniziare un’attività lavorativa propria, mentre la maggior parte rinuncia ai progetti di autonomia. Passano gli anni: l’idea rimane fissa in testa e il rimpianto aumenta.