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Come risolvere i problemi sul lavoro
Pubblicato il 20/10/2016, da Redazione Ufficio.com
Come risolvere i problemi sul lavoro
Un problema è una situazione a cui non è ancora stata trovata una soluzione. Quando finalmente la soluzione diventa esplicita, allora quello che prima era un problema diventa un modello di comportamento in quella determinata situazione.

Sul lavoro siamo chiamati a risolvere un’infinità di problemi, a volte semplici, altre volte molto complessi.

Risolvere i problemi non è solo questione di intuito, è una vera e propria arte che si può imparare.

Diciamo che ci sono alcuni trucchi per facilitare la risoluzione dei problemi.

Come risolvere i problemi sul lavoro



Aggira il problema



La prima cosa da fare quando ti trovi di fronte a un problema e chiederti se esiste un modo per girargli attorno senza affrontarlo.

Immagina che il problema sia un ostacolo che si pone tra te e il tuo obiettivo. Risolverlo significherebbe eliminare l’ostacolo. Aggirarlo significa lasciare l’ostacolo lì dov’è e superarlo a destra o sinistra.

Molti chiamano questo tipo di approccio “pensiero laterale”.

Vorrei fare un esempio per spiegare meglio cosa intendo quando suggerisco di aggirare l’ostacolo.

Il mio obiettivo è lavorare in un ambiente di lavoro piacevole.

Il mio problema è il mio diretto superiore con cui non vado d’accordo.

Affrontare il problema direttamente significa parlare con lui e cercare di spiegare le mie ragioni fino a trovare un punto di incontro tra i nostri punti di vista che mi garantisca il quieto vivere.

Aggirare il problema può significare tantissime cose: trovare un nuovo lavoro con colleghi migliori, acquisire nuove competenze che mi permettano di lavorare con un altro capo nella stessa azienda, curare maggiormente i legami con le persone con le quali mi trovo bene per amplificare i benefici di questi rapporti umani fino a sommergere il fastidio che il capo mi provoca. In tutti questi modi raggiungo l’obiettivo di lavorare in un ambiente di lavoro piacevole senza dover risolvere il rapporto con il mio capo.

Negli esempi, come potete notare, aggirare il problema non vuol mai dire fuga, significa piuttosto investire in qualcosa che senza essere direttamente collegato al problema porta al raggiungimento dell’obiettivo.

Scomponi il problema in piccole parti



Più un problema è complesso e maggiore è il numero delle variabili che dobbiamo considerare per la sua risoluzione.

Però non dobbiamo dimenticare che il nostro cervello non dispone di risorse illimitate e non è in grado di considerare un numero troppo grande di varibili contemporaneamente.

Per questo è utile scomporre il problema in varie parti che possano essere risolte separatamente. Prima sistema questa cosa, poi risolvo quest’altra, poi questo e poi quello fino a quando non ho risolto l’intero problema.

Copia



Una delle cose più importanti che ci insegna la scuola è copiare. E se lo diceva un uomo di cultura come Umberto Eco qualcosa di vero in questa affermazione dovrà pur esserci.

Ovviamente quando dico copiare non intendo spacciare per mie le soluzioni di altri. Intendo copiare accendendo il cervello, ossia utilizzare le soluzioni di altri per raggiungere i miei obiettivi.

Se il mio obiettivo è proporre sul mio sito dei contenuti virali che ne garantiscano la visibilità posso sedermi e ragionare su cosa può funzionare o cosa no. Oppure posso vedere cosa funziona, ad esempio in america, e fare la stessa cosa.

Certo, non posso importare un format senza tenere conto delle differenze culturali tra Italia e America, ed è proprio questo che significa accendere il cervello quando si copia.