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5 rischi psicologici dei disoccupati
Pubblicato il 12/12/2016, da Redazione Ufficio.com
5 rischi psicologici dei disoccupati
La perdita o la mancanza del lavoro, la paura di non riuscire a conservarlo e il timore dei più giovani di non trovare il modo di trovare una soluzione lavorativa in linea con la propria preparazione sono situazioni che incidono molto sul benessere psicofisico delle persone.
La disoccupazione e l’inoccupazione indeboliscono le risorse fisiche e psicologiche della persona. Il passaggio obbligato dalla condizione di lavoratore a quella di disoccupato, o dalla condizione di studente a quella di inoccupato, pone l’individuo di fronte a un cambiamento del proprio status sociale che richiede alla persona un grande dispendio di energie per riuscire a ridefinire la propria identità.
Quando smetti di essere studente cosa diventi?
Quando smetti di essere un lavoratore cosa diventi?
Rispondere a queste domande è molto complesso, perché accettare la risposta implica patteggiare con il proprio fallimento, per quanto transitorio possa essere.

5 rischi psicologici dei disoccupati


#1 Aumento del rischio di sviluppare una psicopatologia
Depressione, ansia, solitudine, insoddisfazione, aggressività, anedonia sono i principali stati psicologici in cui vertono le persone disoccupate.
#2 Crisi di identità
Come accennavo prima, se non sono più uno studente né un lavoratore, cosa sono? Ridefinire la propria identità sociale è una sfida molto grande. Sopportare il rischio di essere definito un nullafacente e quindi stigmatizzato dalla società è un rischio ancora più grave.
#3 Negativismo verso la società e atteggiamenti antisociali
È molto difficile dare la colpa a se stessi delle cose che ci capitano. Molto più facile è incolpare gli altri. Ad esempio la crisi, la politica, la generazione che ci ha preceduto, il datore di lavoro, la scuola, basta avere un po’ di fantasia e i nemici non mancano. Questo approccio sviluppa un senso di astio verso tutto ciò che reputiamo esterno a noi. Chi imputiamo responsabile del nostro dolore diventa nostro nemico e questo odio può sfociare anche in comportamenti aggressivi.
#4 Disimpegno nella ricerca di un nuovo lavoro
Dare la colpa agli altri della nostra condizione elimina ogni responsabilità dalla nostra giurisdizione. Non possiamo farci niente quindi non è un problema nostro. Troverò lavoro quando la crisi sarà finita. Purtroppo non funziona così, e cominciare a pensare in questo modo significa abbandonare progressivamente il controllo sulla nostra vita.
#5 Comportamenti a rischio
La mancanza del lavoro fornisce una quantità di tempo libero che è difficile da gestire. Non si sa come impiegarlo e il rischio di frequentare dei contesti e delle persone poco raccomandabili aumenta. Sembra un discorso banale ma non lo è. La saggezza popolare lo riassume nel detto “l’occasione fa l’uomo ladro”. Qui non si tratta solo di rubare, ma di avere il tempo di venire a contatto con contesti dove l’abuso di sostanze, siano anche legali come sigarette e alcolici, è largamente accettato.